La chimica supramolecolare è un’area della ricerca caratterizzata da grande interdisciplinarità ed è di estremo interesse nella chimica organica. La definizione di “chemistry beyond the molecule“ formulata dal premio Nobel J. M. Lehn (Angew. Chem. Int. Ed. 1988, 27, 89–112) fa ben comprendere il campo di azione della chimica supramolecolare che si basa sulla costruzione di strutture complesse organizzate tenute insieme da interazioni deboli (forze elettrostatiche, legami idrogeno, interazioni di van der Waals, legami dativi-coordinativi). Tali strutture posseggono funzioni pre-ordinate e sono capaci di svolgere attività molteplici che vanno dal riconoscimento ligando-recettore, alla sensoristica, al drug delivery, ai catalizzatori ecc.L’attività di ricerca condotta in questo campo dal nostro Istituto, si focalizza sulla costruzione di nuove piattaforme supramolecolari a base calixarenica per il riconoscimento di molecole di interesse biologico. Tali piattaforme multifunzionalizzate, caratterizzate da una superficie di interazione ampia, possono legare uno specifico recettore con complementarità di forma e di gruppi funzionali, instaurando forti e reversibili interazioni multivalenti.Le supramolecole da noi sintetizzate trovano applicazioni nel campo della salute e ambiente per lo sviluppo di:

  • sensori di piccole molecole organiche e inorganiche,
  • nanoparticelle utili nel drug delivery e nel targeted drug delivery
  • piattaforme multivalente per il riconoscimento di recettori molecolari
  • strutture auto-assemblate multivalenti per applicazioni biomediche
  • nuovi costrutti (vaccini) ad attività immunostimolante
  • ntitumorali e antibatterici
  • agenti anti-biofilm batterico